Direttivo de "Il Manegiun"

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CHI SIAMO

     Tratto da ” Giochi e giocattoli di un tempo”

               di Mario Carlo Prando

Libreria Multimediale

Collettiva d'Arte Testimonianza di Vita e Bellezza

                

I SETTE QUADERNI DE”IL MANEGIUM”
 
 
I quaderni riportati qui, sono disponibili presso la sede del Manegium a fronte di
un’ offerta libera.
(qui è possibile vederne le prefazioni).
 

I video del Manegium

Eventi 2019 – 2020

Serata Wigman

Giorgio Affabris e…

 

Boniolo Luca – ritrattista

Ricordando Carlo Mario Prando

Mutamenti del paesaggio

Le “Meridiane ” al Manegium

Mostra dei fiori pressati

“IL MANEGIUM” cena sociale 2018

“23° Concorso Nazionale di Pittura Estemporanea”

Testimonianze

di Luigi Fasolin

Notizie biografiche sull’autore delle “testimonianze”

Polesano del 1941,  milanese dal 1967. Liceo scientifico a Rovigo. Laureato in ingegneria elettronica a Padova. Servizio  militare svolto come ufficiale di complemento in Cavalleria. 

Assunto da nota multinazionale dell’informatica ho operato come sistemista presso grandi  clienti e, brevemente, all’estero. 

Quindi passaggio in banca ove ho ricoperto ruoli di responsabilità nei settori: informatica, organizzazione, controllo di gestione.  

Sono felicemente coniugato da cinquantatré anni con Anna, pure lei polesana emigrata.  Ho due figli e cinque nipoti. 

Ho praticato sport a livello amatoriale. Ho fatto volontariato con buona continuità ed in più ambiti. 

Sono interessato alle relazioni umane. Mi appassiona la musica, la poesia, la bellezza in genere. 

Mi mantengo informato con discernimento. Mi aggiorno nell’uso degli strumenti tecnologici e nella finanza. 

Sono curioso, so ancora stupirmi, penso in piccolo ed in grande. Come scritto so vedere – cataratta permettendo –  il mondo con “occhi di bambino”. 

Quello che scrivo è il prodotto lento di: riflessioni,  osservazioni, appunti. 

(cliccare sulle immagini)

“Ringraziamento”

A:

Presidente de “il MANEGIUM”

M.O. Adriano Azzi

Sindaco di Villamarzana

Sig. Claudio Vittorino Gabrielli … (continua)

“Il Santo Patrono”

Se mi nominano la chiesa di Gognano mi viene per primo San Bartolomeo. Ciò accade non tanto per la sua dedicazione a questo santo apostolo quanto, ritengo, per essere stati impressi nella memoria mia prima i panegirici che, nella messa solenne del 24 agosto. …….(continua)

“La sagra”

La sagra grande di Fratta ricorre il 29 giugno per la festa dei Santi Pietro e Paolo; quella di Villamarzana ricorre il 28 agosto per Sant’Agostino. Muovendo da incerti ricordi ho motivo di ritenere che la prima cui mi portò Gaetano sia stata quella di Fratta. ….. (continua)

“Patate nostrane”

Il carretto avanza lento lungo la carreggiata. Sul pianale: il versuro, una vanga, una forca, una roncola, sacchi di canapa, un mazzo di balzi, tre gamele, una sporta di giunco con: bottiglia di acqua frizzante “Alberani”, un fiaschetto impagliato con graspia, cartoccio con pan biscotto, amoli e armelini. …(continua)

“L’alluvione”

Nei primi giorni di novembre del ’51 la pioggia cadeva con continuità: non pioveva forte ma incessantemente ed in tutta la pianura padana. Nel Po e nei suoi affluenti, di destra e di sinistra, la massa d’acqua aumentava e muoveva: turbinosa ove…….(continua)

“Messa Prima”

Il tempo della messa era di una costrizione solenne e prolungata, specie per un bambino vivace. Bisognava pur difendersi per non soccombere alla noia che sarebbe divenuta una manifesta riprovevole inquietudine, a rischio di richiamo delle due severe zitelle che stavano un banco avanti. …(continua)

     “Il Pellegrinaggio”

Albeggiava quando per la via s’udì il rotolio dei cerchioni di un carretto trainato da un mulo. Di lì a poco un altro carretto, di diverso rotolio. Pure un rimorchio con ruote di gomma trainato da una pariglia di cavalli grigi. ….(continua)

“La guerra”

In terra polesana la guerra diventa realtà sconvolgente a far tempo dalla tarda primavera 1944. Ero piccolo, ascoltavo i racconti dei grandi, guardavo i loro volti seri, gli anziani pregavano, gli esagitati davano in esternazioni di ribellione, i giovani aderivano alla partigianeria, i fascisti spinti dai caporioni locali spadroneggiavano. …..(continua)

“La strada d’inverno”

La strada d’inverno era a malapena distinguibile dall’intorno. Un’umida ovattata coltre bianco-grigia tutto avvolgeva: case, fossi, orti, campi, viandanti. Solo le spettrali scure sagome di siepi e di alberi davano un qualche riferimento, ma solo a chi vi transitava a pochi metri ed aveva familiarità con il luogo. …. (continua)

Aula (anni 1940/1950)

Presso Museo de “Il Manegium”

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